domenica 1 marzo 2015

Ogni stagione comincia con una birra

Qual è la prima cosa che vi viene in mente pensando al mese di marzo? Per me è il colore rosa.


Come abbiamo già visto in passato, nel marketing le ricorrenze e le stagioni sono rigorosissime e completamente insensibili al fatto di essere vergognosamente i anticipo. Come è successo per la birra autunnale e quella invernale, anche quella primaverile non ha tardato a mostrarsi, nonostante non ci sia traccia di fiori di ciliegio da nessuna parte.

Le ricorrenze sono parecchie in questo periodo, ad esempio fra due giorni si celebra l'Hina Matsuri (festa delle bambole), in cui si prega per la salute e la bellezza di tutte le bambine, e lo si fa esponendo delle bambole raffiguranti l'imperatore, l'imperatrice e la corte imperiale vestiti con abiti del periodo Heian (794-1185). La cosa assolutamente terrificante di questa festività è che è fondata sulla credenza che le bambole assorbono gli spiriti maligni e le malattie, per cui si spera che le bambine passino tutte le loro sfighe alle bambole (che diventeranno sicuramente possedute e cominceranno a decapitare gente nel sonno, penso io, ma va beh). Ovviamente i supermercati si riempiono ancora una volta di merchandising sul tema:

In alto i sacchetti di arare, cibo consumato per l'occasione. Sono delle specie di confetti croccanti fatti col riso


Piccola nota cromatica: i colori tipici di questa festa sono il bianco (neve), il verde (terra) e il rosa (fiori di ciliegio); tutto questo sta a simboleggiare l'inverno che finisce, la neve che lascia spazio alla terra e i fiori che sbocciano.


Sono pienamente consapevole di aver saltato una settimana, infatti ho già un modo per rimediare al danno: vi beccate un post anche domani ;) e non un post qualsiasi, bensì il post sull'ultimo manner poster di quest'anno. Stay tuned.

Questa settimana sono anche riuscita a suonare il sanshin per la prima volta dopo quasi due mesi, è stato bello vedere che non mi sono dimenticata tutto, e in più mi è mancata Akabane.

the wild Akabane


E il suo Shisho.


Tra l'altro pare che d'ora in poi avremo il permesso di suonare il sanshin in uno shisha bar, dato che il Shisho conosce tutti ed è un po' il boss di Akabane, e io non vedo l'ora perché oltre ad essere uno shisha bar ha pure i divanetti e un'altalena. Cioè, il paradiso.

Lo so, sto parlando a vanvera, e spero che almeno vi piacciano le introspettive sul Giappone con le foto, ma la verità è che non sono mai stata attiva come ora. Non posso ancora dire cosa e come, ma sto lavorando per guadagnare quella libertà che mi ha spinta a creare questo blog, quella che mi ha spinta a trasferirmi in Giappone. Sappiate solo che ha a che fare con la traduzione e che al momento sto creando un portfolio, il che giustifica in parte l'essere così occupata. Per ora vi dovrete accontentare di questi post misteriosi, ma a tempo debito saprete. Sì, sempre che ve ne freghi qualcosa :P

Per oggi vi lascio con una foto del mio ultimo acquisto per la squadra di Fuchiko, che mi ha fatto ridere non poco. La Fuchiko di colore.


A domani miei drughi.

martedì 17 febbraio 2015

Manner poster - Febbraio 2015

Due anni.
Due anni ci ho messo, ma alla fine l'ho trovata.


Domenica avevo una giapponese a pranzo, le ho chiesto se aveva qualche particolare richiesta e lei mi ha detto che voleva la carbonara. Dopo aver girato in lungo e in largo e aver bestemmiato parecchie volte, non ci credevo ma sono riuscita a trovare la pancetta. E io che mi ero già rassegnata all'idea di dover usare il bacon e perdere definitivamente la cittadinanza italiana.

Ma a parte le cazzate.

Non riesco proprio a stare ferma.
Ne ho fatte tante di cose da quando sono venuta qui: ho cambiato 3 appartamenti, sono stata a scuola, fatto 3 lavori, conosciuto gente ecceteraeccetera, ma no, ovviamente non mi basta.
Perché, come indica il titolo di questo blog, il mio obiettivo non è ancora raggiunto. E ora che il giapponese lo so, ora che ho un po' di soldi da parte, ora che non ho più il problema del visto, insomma ora che ho tolto di mezzo un po' di roba, posso finalmente concentrarmi sulla strada che mi porterà a diventare location independent.
Ed è qui che comincia il divertimento. Vi dirò solo che ultimamente sto facendo così tante cose che alla fine della giornata non ho più forza nemmeno per guardare i video stupidi su Youtube. Sono sempre stanca, corro sempre, ho sempre qualcosa per la testa e qualcosa da fare.
E mi piace. Mi fa sentire che mi sto avvicinando al successo. In un certo senso mi pare di avere già vinto, per non essermi adagiata, non essermi accontentata della vita da ufficio e degli orari fissi e del fine settimana a cazzeggiare.
Ma sto divagando troppo, teniamo questi discorsi autocelebrativi per un altro post.

Il posto dove lavoro al momento


Che voi non eravate qui per questo, dico bene? Voi state leggendo perché non vedete l'ora di scoprire le meraviglie contenute nel manner poster di febbraio. Vi posso quasi vedere, con le occhiaie e la mano tremante per le notti insonni passate su questa pagina a premere F5 nell'attesa della grande rivelazione.

Orbene, chi sono io per sottoporvi a siffatta tortura? Si faccia entrare il poster!


Ok, visto che ho già sprecato mezzo post a parlar di frivolezze, passiamo subito all'analisi:
I protagonisti di questa puntata sono un bue e una barboncina (anche se all'inizio pensavo che fosse una pecora); la barboncina, che oltre ad aver confuso con una pecora non sono sicura se sia una bambina o una vecchietta, è parecchio preoccupata e stringe convulsamente la sua borsetta, che deve avere le stesse proprietà della borsa di Mary Poppins altrimenti non saprei proprio che cosa cavolo ci possa far stare dentro da quanto è piccola. Forse è un portadentiera.
L'oggetto della preoccupazione della barboncina è un bue che a giudicare dagli occhi è strafatto di cocaina, che tenta di parlare al telefono ma riesce solo a sputare nuvolette bianche (forse già che c'era stava fumando pure un ceppo). Ora, immagino sappiate tutti che in treno è severamente proibito sputare nuvolette bianche, quindi non ci resta che dimostrare tutta la nostra solidarietà per la barboncina.
Il messaggio dice: でんわのこえがきになるよ (denwa no koe ga ki ni naru yo), ovvero "la voce del telefono è un disturbo!". Per chi non lo sa, in Giappone non si può parlare al telefono quando si è sul treno e il telefono deve essere tenuto in vibrazione.

Il mio commento finale al poster di questo mese è che dopo la borsa-pesce non credevo che gli autori potessero superarsi, ma ho dovuto ricredermi quando ho visto il bue con la borsa-mucca.

Niente di particolare da dire su Miteru-chan, che ha abbandonato il kimono per ritornare al suo normale aspetto, senza mai dimenticare il suo fischietto rompipalle e lo sguardo omicida.

Credo che con marzo finisca la serie corrente, e da aprile inizierà una nuova serie, quindi aspettatevi grandi cose da questa rubrica e, come sempre, ci vediamo la prossima settimana.
E guardatevi le spalle.


domenica 8 febbraio 2015

Manner poster - Gennaio 2015

Mi piacerebbe che la smettesse di cercare di nevicare a Tokyo.
Non perché non pi piace la neve, anzi. Il problema è che qui siamo al livello del mare, non fa mai abbastanza freddo perché nevichi per un bel po'. Ciò vuol dire che quando nevica, nevica per una mezz'ora e poi piove per una giornata intera. Uno schifo. Ma intanto godiamoci il paesaggio.

Neve a Takadanobaba


Dunque, qualche post fa vi avevo promesso che ogni mese avrei postato una foto del nuovo manner poster della metro di Tokyo, e anche se sono in ritardo di un mese sono decisa a mantenere la promessa.
Ecco a voi, dunque, senza ulteriori indugi, il poster di gennaio 2015!


Per prima cosa, analizziamo la situazione.
C'è la sorellastra di bambi, tutta fica nel suo kimono invernale, intenta a spalmare chili di trucco sul suo musetto da cerbiatta ventenne (poi vedremo perché ventenne). Tutto questo disturba immensamente quello che io sono abbastanza sicura voglia essere un orso polare, che tra l'altro sfoggia una borsetta ultimo grido a forma di pesce. Non verrà fatto alcun riferimento sull'orientamento sessuale dell'orso, né su quello del pesce.
Il messaggio dice: メイクするばしょ、ここじゃないよ(meiku suru basho, koko janai yo), ovvero "Non è questo il posto in cui truccarsi!"

...
Che a me pare sempre che stiano scherzando. Cioè, quando penso ai nostri treni, coi graffiti e i sedili rotti, le persone che salgono senza biglietto e i cessi che non funzionano, mi viene da ridere a pensare che il problema qui siano le persone che si truccano in treno. Vivo nella bambagia, davvero.

A parte questo, nel poster di questo mese c'è un riferimento ad una festività chiamata 成人の日(seijin no hi), che significa "giorno del raggiungimento della maggiore età". Questa festa celebra tutti i ragazzi e le ragazze che nell'anno corrente compiono 20 anni (l'età in cui qui si diventa maggiorenni) con una cerimonia nel municipio di appartenenza. Le ragazze si vestono tassativamente in kimono:


Mentre per i ragazzi sembra prevalere uno stile più occidentale:


Per finire, vediamo un dettaglio di マナーをみまもる女の子、ミテルちゃん(manaa wo mimamoru onna no ko, Miteru-chan) ovvero "Miteru-chan, la bambina che rispetta le buone maniere":


Come vedete per questa edizione anche lei indossa un kimono in tinta con quello della sorella di Bambi, e come sempre è vigile con il suo fischietto e il cannocchiale, pronta a rompere le palle a chi non rispetta le buone maniere con quei suoi occhi da serial killer.

E' tutto per questa edizione, ci vediamo la prossima settimana con il manner poster di febbraio!